Approccio Lean: metodologia di management per startup

Il metodo Lean Startup nasce dall’intuizione e dall’esperienza di Eric Ries, autore del libro “The Lean Startup” che – dopo aver provato diversi fallimenti sulla sua pelle – ha messo a punto una metodologia di management che lo ha condotto verso il successo, sia come imprenditore, che come ideatore di una vera e propria scuola di pensiero che sempre più sta prendendo piede nel mondo delle startup innovative.

“Dopo aver fatto l’imprenditore per oltre dieci anni”, ho imparato che “Il successo di una buona startup non scaturisce da un buon corredo genetico o dal fatto di essersi trovati nel posto giusto al momento giusto. Il successo di una startup può essere creato ad arte seguendo il processo giusto, il che significa che si può imparare, il che a sua volta significa che si può insegnare. L’imprenditoria, infatti, è una forma di management”.

Eris Ries

the lean startup libro eric ries

Approccio o metodologia Lean Startup: da dove nasce

Dopo diversi fallimenti e prima di arrivare alla definizione della metodologia Lean startup, infatti, Eric Ries  ha iniziato a gettare lo sguardo al di là delle metodologie e strumenti “classici” fino ad allora (siamo nel 2004) utilizzati per far impresa: questi strumenti – validissimi per idee di impresa consolidate (ad es, bar, ristoranti, ecc) – non potevano funzionare per le startup che, per definizione, creano un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza.

Le sue esperienze di fallimento, unite all’incessante lavoro di studio e ricerca nei più disparati campi, lo indussero a ritenere che la teoria che maggiormente potesse aiutare nella creazione di una metodologia efficace per le startup innovative, fosse il Lean Manifacturing.

Il Lean manufacturing (altrimenti detto “Metodo Toyota”) è un processo nato in Giappone grazie al Toyota Production System. Esso è caratterizzato da un approccio del tutto inedito alla fabbricazione di beni materiali, basato sull’importanza di attingere al sapere e alla creatività dei singoli lavoratori, sul ridimensionamento dei lotti, sulla produzione just-in-time e sul controllo del magazzino.

“Questo approccio ha insegnato al mondo la differenza fra le attività che creano valore e gli sprechi”.

Applicazione del Lean Manufacturing al mondo delle startup

Eric Ries scoprì che – applicando i concetti della produzione leggera al mondo delle imprese – si potevano superare i problemi tipici delle startup, minimizzando gli sprechi di risorse e il rischio di fallimento.

Questa linea di ragionamento – contaminata da altre metodologie – si è evoluta fino a diventare il metodo Lean startup: l’applicazione dei principi della produzione leggera al processo di innovazione.

metodo lean startup spiegato in un'infografica

Metodo lean startup: cos’è e in cosa consiste

L’idea di base e che ben riassume la metodologia lean è questa: invece di fare piani di impresa complessi basati su un gran numero di ipotesi (si pensi, ad esempio, che nel Business Plan si richiede di fare previsioni economiche a 5 anni!), il metodo Lean Startup consente di apportare rapide modifiche al prodotto/servizio o alla strategia di impresa che vogliamo adoperare, procedendo per step verso un obiettivo predefinito.

Ciò è possibile grazie ad un ciclo di feedback chiamato Creazione – Misurazione – Apprendimento: attraverso questo processo di guida, si può capire se e quando è il momento di cambiare nettamente direzione imprimendo una svolta alla nostra strategia di impresa (o di sviluppo prodotto/servizio), o se è il caso di perseverare mantenendo la rotta intrapresa.

Il “Minimo Prodotto Fattibile”

Da questo punto di vista, strumento fondamentale è il Minimo Prodotto Fattibille (Minumum Viable Product): un prototipo preliminare di bassa qualità del proprio prodotto/servizio che intendiamo lanciare sul mercato.

Si tratta di un “primordiale” prodotto da validare e testare, che richiede continui feedback ai nostri primi clienti (Early Adopters). Un esempio concreto è l’impresa IMVU, che da quando ha iniziato a sperimentare il metodo Lean Startup, ha iniziato a rilasciare nuove versioni del proprio prodotto di Instant Messaging ogni ora (migliorandolo poco alla volta, ma in maniera costante e rispondente alle esigenze dei propri clienti), testando di volta in volta le nuove funzionalità.

“Pensa in grande, parti in piccolo”

Questa frase, riassume appieno il metodo Lean startup, che ridefinisce gli sforzi di una startup come esperimenti che permettono di collaudare la propria strategia/prodotto per individuare le componenti brillanti e quelle insensate: ciò è possibile grazie ad una rapida iterazione di nuove versioni di un prodotto/servizio e sulla conoscenza/confronto costante con il cliente finale.

Obiettivo del metodo Lean Startup, infatti, è capire qual è il prodotto giusto da sviluppare – quello che i clienti vogliono e che sono disposti a pagare – il più rapidamente possibile:

I consumatori sono consapevoli di avere il problema che sto cercando di risolvere? Se esistesse una soluzione, la acquisterebbero? La acquisterebbero da noi? Possiamo creare un business sostenibile sulla base di questa linea di prodotti/servizi?

La metodologia messa a punto da Eric Ries ci consente di rispondere a queste domande ed evitare inutili sprechi di risorse, sviluppando imprese e/o prodotti inutili, cioè non rispondenti a bisogni reali.

esempio di approccio lean startup

Un esempio concreto di approccio Lean

In India, dato l’elevato costo di una lavatrice, meno del 7% della popolazione ne ha una in casa. La maggior parte delle persone lava i propri vestiti a mano o paga un dhobi perchè lo faccia al suo posto. I dhobi portano i capi in riva al fiume più vicino, li sciacquano nell’acqua del fiume, li sbattono sulle rocce per lavarli e li stendono ad asciugare, un processo che richiede da due a sette giorni. Il risultato?

I vestiti vengono restituiti dopo una decina di giorni e probabilmente non sono pulitissimi.

Village Laundry Service ha fatto una scommessa, avviando una serie di esperimenti per verificare le proprie ipotesi di business, relative al lavaggio di capi di vestiario.

Come primo esperimento, VLS ha installato una lavatrice nella parte posteriore di un furgoncino parcheggiato all’angolo di una strada di Bangalore.

L’esperimento – costato meno di 8.000 dollari – aveva il semplice obiettivo di dimostrare che la gente era disposta ad affidare i capi da lavare e a pagare per ritirarli puliti.

Il team di VLS ha portato avanti la sperimentazione per una settimana, parcheggiando il furgoncino in diverse strade o vicino ai minimarket, scavando più a fondo per scoprire tutto ciò che poteva sui potenziali clienti:

La rapidità del lavaggio contava? I clienti tenevano alla pulizia assoluta dei capi? I clienti erano disposti a pagare il doppio per ritirarli dopo 4 ore piuttosto che dopo 24? I clienti volevano che i capi fossero stirati?

Dopo una serie di iterazioni ed esperimenti, volti a rispondere a queste domande, VLS ha creato un prodotto finale: un chiosco ambulante di 120 x 90 centimetri che comprendeva una lavatrice a basso dispendio energetico, un’asciugatrice e detersivi occidentali.

Da allora, Village Laundry Service ha goduto di una crescita significativa, tanto da aprire 14 punti vendita a Bangalore, Mysore e Mumbai, servendo più di 10.000 clienti nell’ultimo anno.

 

Link utili e approfondimenti

Credits immagine infografica metodo lean startup