Il Reward Crowdfunding: cos’è e come funziona il modello di finanziamento collettivo

Lo strumento di crowdfunding per startup e imprese innovative che prevede una ricompensa al sostenitore del progetto che va via via più diffondendosi.

Il Reward Crowdfunding (o crowdfunding reward based), che ha avuto una crescita esponenziale tra il 2015 e il 2016, è tra i più diffusi modelli di crowdfunding per startup e prevede una ricompensa al sostenitore del progetto, cioè a colui che ha contribuito – con una donazione sulla piattaforma di crowdfunding – al raggiungimento dell’obiettivo della campagna. Se quindi stai pensando di avviare un progetto e farti aiutare “economicamente” attraverso una campagna di crowdfunding, in questo articolo imparerai a riconoscere le principali caratteristiche del modello reward based, in particolare:

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Rispetto all’equity crowdfunding, che abbiamo invece approfondito in un altro articolo, il reward based non concede quote di società (nel caso di progetti di start up o impresa), ma appunto una ricompensa proporzionata al contributo donato dal sostenitore.

Reward Crowdfunding: “All or nothing” vs. “Keep it all”

In base alla natura della piattaforma scelta per la campagna, il meccanismo della ricompensa segue, in sostanza, due modelli:

  1. all or nothing
  2. keep it all

1) All or nothing

Secondo questo schema (tutto o niente), il progettista riceve i fondi donati dai sostenitori SOLO al raggiungimento dell’obiettivo economico della raccolta. Stessa cosa vale per la percentuale di commissione rilasciata alla piattaforma, che incassa la commissione – appunto – SOLO a obiettivo raggiungo.

2) Keep it all

Secondo questo schema (tieni tutto), il progettista incassa i fondi donati dai sostenitori attraverso la campagna, anche nel caso in cui l’obiettivo economico non sia raggiunto. Anche la piattaforma, quindi, incassa la percentuale di commissione anche qualora l’obiettivo della campagna non sia raggiunto. In questo caso, la percentuale di commissione corrisposta alla piattaforma è più alta.

piattaforme online di reward crowdfunding

Le principali piattaforme di reward based crowdfunding

Tra le principali e più conosciute piattaforme di reward crowdfunding a livello internazionale, dobbiamo necessariamente parlare di Indiegogo, Kickstarter, GoFoundMe e Patreon, capaci di muovere milioni di dollari di campagne e portare al successo molti progetti.

Indiegogo

Indiegogo viene fondata nel 2008 in California, è una delle piattaforme pioniere del reward crowdfundung per progetti creativi e di start up (dal 2016 consente anche progetti di equity crowdfunding). Da qualche anno è attivo il servizio Indiegogo Generosity (inglobata poi da GoFoundMe), orientato a sostenere campagna di raccolta fondi per emergenze, spese mediche, progetti no-profit, beneficenza, ecc.

Una volta sulla piattaforma, gli utenti creano una pagina progetto e stabiliscono l’obiettivo di finanziamento; la pagina principale del progetto comprende la descrizione dell’idea e delle ricompense. È possibile inserire aggiornamenti sul progresso dell’idea e gli utenti possono lasciare brevi commenti. La commissione riconosciuta alla piattaforma è del 5%, a cui si aggiungono altre commissioni in caso di pagamento con carta di credito. Il design è minimalista.

Kikstarter

Kickstarter è entrata in funzione nel 2009, è la piattaforma di maggior successo e più conosciuta. È orientata a sostenere progetti creativi e di startup, che investono in prodotti/servizi molto innovativi o culturali.

Dopo la registrazione sul sito, si “crea” e personalizza la propria pagina di progetto. Gli utenti interessati a sostenere il progetto devono donare almeno un dollaro. Se non si raggiunge l’obiettivo economico del progetto, la campagna si considera fallita (all or nothing). Nel caso in cui, invece, la campagna vada a buon fine alla piattaforma deve essere riconosciuta una commissione pari al 5% della somma ottenuta.

Kickstarter è molto attiva e sostiene progetti in molti paesi (USA, Germania, Canada, Francia, Giappone, UK). Sono previsti benefit ai donatori più generosi. La piattaforma ha un design minimalista per dare più spazio e attenzione ai progetti, ma la navigazione del sito può a tratti risultare ingombrante.

GoFundMe

GoFoundMe dal 2010 è la piattaforma privilegiata per campagne che riguardano progetti di beneficenza e non profit, con un forte impatto sulla società (fino al 2017 è stata in grado di finanziare oltre 5 miliardi di dollari di progetti). In Italia, la commissione è del 2,9% più un importo fisso di 25 centesimi a donazione.

Nella pagina di progetto sono incluse tutte le informazioni (soldi già raccolti, quanto manca al raggiungimento dell’obiettivo, immagine principale, social media, ecc.). A differenza delle altre piattaforme, i progetti su GoFoundMe non hanno scadenza e quindi i progetti rimangono online fino a quando lo si ritiene utile. In caso di abusi, GoFoundMe mette a disposizione un modulo per il risarcimento della quota donata. Uno svantaggio della piattaforma è che spesso vengono pubblicate molte campagne piccole e prive di forza e impatto e, quindi, i progetti più meritevoli rischiano di “perdersi” in questa moltitudine.

Patreon

Patreon è stata fondata nel 2013 da un artista, è la piattaforma di micro-crowdfunding più famosa e utilizzata proprio in ambito artistico-culturale: youtuber, artisti, videomaker, fotografi, giornalisti, illustratori, fumettisti, scrittori sono i principali utilizzatori di questo sito.

I “patrons”, cioè i sostenitori degli artisti/progettisti, possono scegliere se fare una donazione su singola opera o in modo continuativo (in quest’ultimo caso, anche la ricompensa sarà continuativa, così come le donazioni destinate all’artista che si sceglie di sostenere). Questo tipo di finanziamento collettivo crea un forte legame tra l’artista e la sua base di fan/sostenitori, contribuendo a formare una consistente community.

Le piattaforme di reward crowdfunding in Italia

Nel paragrafo precedente, abbiamo descritto in modo breve alcune delle principali piattaforme di reward crowdfunding internazionali. E in Italia? Anche nel nostro Paese ci sono decine di piattaforme, sia di reward che di equity crowdfunding. Economy Up ha stilato un elenco dei principali siti di crowdfunding in Italia e puoi trovarlo qui.

 

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Ma il Crowdfunding funziona anche in Italia?

Un caso di successo italiano su tutti: Il Festiva del Giornalismo a Perugia

Sì, quando il progetto ha un grande valore intrinseco, le possibilità di successo ci sono. In Italia, uno dei casi crowdfunding di maggior successo è il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, che ogni anno attira migliaia di persone tra giornalisti, professionisti, scrittori, appassionati e turisti.

Cosa è successo? I promotori del Festival, nell’autunno del 2013, hanno deciso di fermarsi e mettere fine all’iniziativa a causa del taglio dei fondi pubblici che permettevano di realizzare l’evento. Meglio chiuderlo che farlo male, in sostanza. Questa notizia, tuttavia, ha attivato un’incredibile mobilitazione della società (giornalisti, cittadini, ecc.): attraverso una piattaforma online di crowdfunding, in 90 giorni sono state raccolte donazioni sufficienti a far ripartire la macchina organizzatrice a realizzare l’edizione 2014 del Festival.

Questo dimostra che quando un progetto ha un forte valore simbolico, anche per il contesto sociale di riferimento, in poco tempo è possibile raccogliere i fondi necessari per avviarlo.

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