Cos’è un incubatore per startup e imprese, che differenza c’è con un acceleratore e quali i più importanti in Italia?

Se fai startup hai di certo sentito parlare di incubatori per start up e acceleratori per imprese. In questo articolo scopriremo cosa sono, le differenze tra un incubatore e un acceleratore e quali sono quelli sul territorio italiano. Se sei un giovane imprenditore o hai delle idee da portare sul mercato con una tua startup, ti sarai sicuramente accorto di quanto sia complesso riuscire a portare avanti e rendere sostenibile un progetto di impresa. A tal proposito ti possono venire in aiuto i cosiddetti startup incubator ed acceleratori, realtà ormai consolidate che hanno il ruolo di accompagnare le nuove attività imprenditoriali verso il loro sviluppo, attraverso l’apporto di risorse di varia natura.

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Cosa Sono gli Incubatori? Origini ed Evoluzione

Le origini degli incubatori per startup possono essere fatte risalire verso la fine degli anni settanta, quando l’economia tradizionale spostava il suo interesse verso le nuove tecnologie.
Infatti, le prime forme di incubatori d’impresa sono nate dal bisogno degli Stati di intervenire a supporto dell’economia, favorendo lo sviluppo delle imprese in alcune aree critiche, e pertanto venivano utilizzati come strumento politico per contrastare i problemi relativi alla recessione di quegli anni e favorire la creazione di occupazione.
Tuttavia, nel corso degli anni il ruolo degli startup incubator ha subìto notevoli trasformazioni arrivando alla definizione della figura degli incubatori certificati, che rappresentano un motivo di vanto nel panorama dell’incubazione e accelerazione di neo imprese innovative. Il concetto di incubatore certificato è stato introdotto dall’art. 25, comma 5 del DL 179/2012 e viene definita nei dettagli dal Decreto ministeriale 22 dicembre 2016.

Tipologie di incubatori

Esistono diverse tipologie di incubatori nate nel corso dei decenni a seconda delle esigenze economiche e delle tipologie di impresa che si affacciavano sul mercato. Dagli anni 70′ ad oggi infatti il ruolo del incubatore è cambiato e diversificato. Da quelli no profit a quelli profit, da quelli statali a quelli privati. Vediamo insieme le diverse tipologie di incubazione.

Incubatori per startup pubblici e universitari: BIC e UBI

Tra le principali tipologie pubbliche troviamo i BIC (Business Innovation Centers) e gli UBI (University Business Incubator), la cui attività di incubazione prevedeva la fornitura di servizi di base alle imprese (fornitura di spazi, infrastrutture, canali di comunicazione).

Incubatori startup privati: IPI e CPI

Nel corso del tempo, i cambiamenti di mercato e la diffusione di nuove tecnologie hanno generato nuovi bisogni, portando alla nascita di incubatori privati che potessero intervenire a supporto delle nuove realtà imprenditoriali: tra queste troviamo le IPI (Independent Private  Incubators) e i CPI (Corporate Private Incubators). La loro funzione è quella di facilitare il rapido sviluppo delle imprese offrendo sia risorse nelle prime fasi di creazione e della definizione del modello di business, sia durante tutto il loro processo di formazione ed evoluzione.

Profit VS. No Profit

Sulla base delle considerazioni appena fatte, possiamo fare una prima distinzione tra incubatori profit e no profit.

  • No profit: a questa categoria appartengono BIC e UBI, fondati da enti pubblici, a sostegno di politiche di sviluppo economico locale;
  • Profit: IPI e CBI sono costituiti da soggetti privati con l’obiettivo di realizzare un profitto.

Entrambi i tipi di incubatori hanno un elemento in comune: sostengono la nascita e lo sviluppo di imprese, ma lo fanno con finalità diverse: i primi perseguono una finalità di sviluppo del territorio, i secondi lo fanno per trarne profitto. Spazio SPIN, si occupa di consulenza per avvio di start up e ricerca e partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei, ma anche di crowdfunding per le startup e le imprese. Se vuoi approfondire di cosa si tratta e come il crowdfunding possa aiutare lo sviluppo di un progetto di start up, sei nel posto giusto. Continua a leggere questo articolo, oppure contattaci! persone sedute a un tavolo di incubatore per startup

Quali benefici può apportare un incubatore alla tua impresa o startup?

Nel nostro lavoro di consulenti in ambito startup ci viene spesso chiesto dai clienti quali siano i reali benefici di un percorso di incubazione. Una volta affrontate le varie tipologie di incubatore per start up e capito meglio cos’è e quali gli scopi di questi “organismi” è bene quindi soffermarsi a capire con quali risorse intervengano attivamente a supporto delle attività. Le risorse in gioco possono essere di diversa natura, a seconda delle necessità che ogni impresa potrebbe incontrare. Possiamo fare una prima distinzione in:

  • Risorse tangibili;
  • Risorse intangibili.

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Risorse tangibili: infrastrutture, spazi, tecnologie…

Alla prima categoria sono riconducibili quei servizi che forniscono l’accesso ad infrastrutture, spazi fisici, apparecchiature tecnologiche, macchinari, ecc. Gli incubatori possono partecipare anche mediante l’apporto di capitale oppure mettendo in contatto le imprese con imprenditori che vogliono investire nel progetto, come ad esempio i Business Angel e Venture Capital.

Risorse intangibili: know how, business modelling, marketing…

Tra i servizi proposti troviamo il trasferimento di competenze di base, come ad esempio quelle riguardanti gli aspetti legali e fiscali, o servizi di consulenza di tipo manageriale (business modelling) o l’approfondimento di altri temi fondamentali come il marketing, la commercializzazione dei prodotti/servizi e attività di supporto al recruiting. Gli startup incubator possono operare anche attraverso il trasferimento di competenze specifiche alla singola idea di business, di una rete di contatti (networking) e di personale già qualificato. Proprio per questo esistono bandi ed agevolazioni come Smart Money di Invitalia che permettono alle startup di ricevere finanziamenti volti all’utilizzo dei servizi di incubatori e acceleratori.

L’importanza delle risorse esterne all’incubatore

Oltre alle proprie risorse interne, gli incubatori si possono avvalere anche di una serie di collaboratori esterni che consentono il trasferimento di risorse e competenze che non sono necessariamente sotto la loro stretta direzione. Questa caratteristica permette agli incubatori di startup di favorire le relazioni tra start-up e imprese, divenendo un centro attorno al quale gravitano una serie di soggetti molto diversi tra loro, fra cui: potenziali finanziatori, partner tecnologici, consulenti, fornitori e potenziali contatti commerciali. Insomma, un incubatore inserisce l’impresa incubata in un ecosistema virtuoso che le consentirà di crescere allacciando relazioni fondamentali per portare avanti il proprio progetto. persona che corre a simboleggiare un percorso di accelerazione per startup

Differenza tra incubatore e acceleratore

Molti si chiedono quale sia la differenza tra incubatori e accelleratori. Partiamo con il sottolineare che – seppure questa non è una regola fissa – chi svolge attività di incubazione, solitamente sostiene anche attività di accelerazione. Quello che differenzia principalmente queste due tipologie sono le attività svolte e i target a cui si rivolgono. Gli incubatori indirizzano le loro risorse verso giovani imprenditori che sono all’inizio della loro progettazione d’impresa: i mentor che svolgono le attività di incubazione – imprenditori esperti – si occupano di accompagnare le idee dei giovani startupper sul mercato, aiutandoli a testare e validare il loro progetto grazie a strumenti come il Business Model Canvas, il Sales Pitch o il Minimum Viable Product (di questo ne abbiamo parlato nel blog post sul metodo lean per startup). Gli acceleratori si rivolgono prevalentemente a realtà già solide o che comunque si trovano in uno stadio avanzato. Le sessioni, in questo caso, risultano essere più brevi ma più intense rispetto a quelle degli incubatori e l’obiettivo è quello di trasmettere competenze mirate ad uno specifico bisogno, in modo da supportare un rapido sviluppo dell’impresa o startup.

Il Panorama degli Incubatori in Italia

Anche l’Italia ha sentito l’esigenza di adeguarsi al mondo delle start-up innovative e sempre più giovani imprenditori vogliono lanciare sul mercato i propri progetti. Parallelamente, si stanno sviluppando numerosi incubatori in Italia, superando le 160 unità tra pubblici e privati. Il sito della Camera di commercio d’Italia pubblica periodicamente l’elenco aggiornato degli incubatori certificati. Vediamo allora la lista degli incubatori in Italia.

Incubatori per startup in Puglia

Da pugliesi quali siamo partiamo dalla nostra bellissima regione. La Regione Puglia sta sostenendo la nascita di incubatori sul territorio pugliese per favorire lo sviluppo di imprese e startup innovative mediante il programma Estrazione di Talenti.

  • Sprint Factory

È nato così, infatti, l’incubatore Sprint Factory: il programma di incubazione, coordinato da Impact Hub Bari con il supporto di 24 Partner di portata nazionale ed internazionale, che garantisce alle idee più promettenti di essere accompagnate verso il mercato.

Il programma, infatti, si propone di favorire la nascita di nuove imprese, mediante percorsi gratuiti di formazione strutturati, capaci di gestire il passaggio critico dall’idea di business alla creazione e sviluppo di un’impresa vera e propria.

Il network, di cui noi di Spazio SP.I.N. siamo parte – mediante una fitta rete di collaborazioni con esperti ed incubatori locali, nazionali ed internazionali – può fornire il giusto slancio per una qualsiasi idea di impresa nell’ambito delle comunità digitali, creative e inclusive.

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incubatore startup a milano

Incubatori start up a Milano

Tra le città italiane con la maggior presenza di incubatori certificati per startup troviamo una delle capitali dell’economia italiana, Milano. Gli incubatori d’impresa in possesso dei requisiti previsti dal MISE sono:

  • Impact Hub Milano

Impact Hub Milano fa parte di un network globale di spazi di coworking e gestisce le attività all’interno degli incubatori, creando una fitta rete di contatti che permette l’incontro di investitori, mentor, aziende e start-up. Attraverso programmi dedicati, Impact Hub Milano supporta le startup nelle diverse fasi di sviluppo e investimento e le aziende interessate a pratiche di open innovation interna. Inoltre, gestiscono direttamente due gruppi di business angel e sono sede di diversi altri investitori professionali.

  • Digital Magic SPA

Digital Magic SPA è nata per creare innovazione e offre alle startup innovative tutti i supporti necessari per sviluppare progetti di successo, dall’ideazione fino all’IPO, e si affianca alle imprese italiane d’eccellenza con progetti strategici e servizi per la trasformazione digitale e l’“Open Innovation”.

  • Techinnova SPA

Techinnova SPA si presenta come un vero e proprio ponte di innovazione supportando le attività di Open Innovation in scala locale e globale fornendo alle neo imprese strumenti e servizi per dar inizio ai cambiamenti decisivi per la scalabilità.

  • PoliHub

Attraverso due diversi programmi PoliHub ha l’obiettivo di far crescere le Deep Tech, ossia di startup che sviluppano innovazioni basate su progressi scientifici sostanziali, capaci di generare un enorme valore economico e un grande impatto sulla società. Un primo programma della durata di 12 o 16 settimane è dedicato ai team che devono ancora arrivare al mercato, che li supporta nella formazione della giusta mentalità imprenditoriale e ad approfondire la problem validation e la customer discovery, i temi di product e market development e della valorizzazione dell’IP.
Mentre, un programma della durata di 6 o 8 mesi è destinato a startup pronte per il mercato, che approfondisce i focus del primo programma e affronta temi quali scalabilità, go to market strategy, roadmap di prodotto, strategie di fundraising e sviluppo organizzativo.

  • Bio4Dreams

Bio4dreams si occupa di aiutare persone eccezionali a valorizzare i prodotti della propria ricerca scientifica nelle Scienze della Vita, lavorando con tutti i soggetti della filiera dell’innovazione per creare percorsi d’impresa sostenibili, pragmatici e duraturi. Inoltre, contribuiscono a creare un ecosistema fertile che alimenti e favorisca l’innovazione fin dal principio.

  • H Pro Hub

H Pro Hub fornisce ad ogni startup un team di manager interni e di consulenti esterni esperti in marketing, business development, e internazionalizzazione. Questo creando un ambiente unico in cui ogni idea di business può trovare la strada più adatta per la propria crescita.

  • D-Pixel

D-Pixel, attraverso la collaborazione con grandi aziende, organizzano e gestiscono percorsi di formazione d’impresa, rivolti anche a ragazzi delle scuole superiori, con cui sviluppare programmi di innovazione e rinnovamento tecnologico.

  • Make a Cube

Make a Cube è il primo incubatore per startup e acceleratore certificato in Italia specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Dal 2011 si occupano di innovazione sociale, offrendo servizi diversi come ad esempio consulenze dedicate sia a start-up che a grandi aziende profit e no profit.

  • Boost Heroes

Boost Heroes è una società di venture capital che focalizza le sue risorse per sostenere le start-up nelle prime fasi di sviluppo ad alto potenziale di scalabilità.

Incubatori a Roma

  • Lazio Innova

Lazioinnova.it è società in house della Regione Lazio e opera a vantaggio delle imprese e della pubblica amministrazione locale nell’erogazione di incentivi a valere su risorse regionali, nazionali e/o europee; nel sostegno al credito e rilascio di garanzie; negli interventi nel capitale di rischio; nei servizi per l’internazionalizzazione, promozione delle reti d’impresa e delle eccellenze regionali; nei servizi per la nascita e lo sviluppo d’impresa; nelle misure per l’inclusione sociale.

  • Marzotto Venture Accelerator

Marzotto Venture Accelerator si occupa del trasferimento tecnologico e dell’implementazione di idee imprenditoriali innovative, mediante la realizzazione di percorsi di incubazione ed accelerazione di Start-up, Spin-off della ricerca, PMI e la progettazione e gestione di programmi di Corporate Entrepreneurship.

  • Pi Campus

Pi Campus consiste in una realtà che ha l’obiettivo di investire in startup che utilizzano l’intelligenza artificiale in tutto il mondo. Questo anche grazie al network composto da innovatori, imprenditori e creativi di supporto,

  • Peekaboo

Peekaboo ha l’obiettivo di sostenere le startup nello sviluppo di soluzioni innovative fornendo tutte le risorse conettere le neo imprese con mentor e professionisti del settore.

Incubatori per Startup a Torino

  • i3P

i3P si presenta come l’incubatore di start up del Politecnico di Torino che supporta la nascita e lo sviluppo di startup innovative con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita. La mission dell’Incubatore del Politecnico di Torino è sostenere l’ecosistema dell’imprenditorialità, con l’obiettivo di generare sviluppo economico e occupazione nelle filiere industriali innovative. I3P adotta una strategia di collaborazione con soggetti privati ed istituzioni, impegnati nella ricerca e nell’alta formazione, nei servizi per il trasferimento tecnologico, nel finanziamento dell’innovazione, nell’internazionalizzazione.

  • 2i3T

2i3T è la società per la gestione dell’Incubatore di Imprese e per il Trasferimento Tecnologico dell’Università degli Studi di Torino che si occupa di valorizzare in chiave economica i risultati della ricerca svolta in ambito accademico promuovendo e sostenendo la creazione di nuove imprese ad alto contenuto di conoscenza.

  • Social Fare

Social Fare si presenta come il primo centro per l’Innovazione Sociale in Italia attraverso percorsi di community engagement, capacity-building e co-design che supportano lo sviluppo di soluzioni innovative alle pressanti sfide sociali contemporanee, per generare nuova economia.

  • Opificio 4.0

Opificio 4.0 nasce come Incubatore ed Acceleratore di Startup ed Imprese Innovative e G.I., costituito da un gruppo di imprenditori che ha deciso di creare un “modello” di nascita e crescita per nuove iniziative imprenditoriali (Startup) ed un “Modello” per il cambiamento e lo sviluppo delle PMI che sappiano rispondere in modo efficace a tutte le criticità attuali del fare impresa.

Incubatori Firenze

  • Incubatore Universitario Fiorentino – IUF

L’Incubatore Universitario Fiorentino (IUF), attivo dalla fine del 2010, sostiene lo sviluppo delle start-up con alto tasso di innovazione e con un forte collegamento alla ricerca universitaria.

  • Nana Bianca

Nana Bianca si presenta come l’incubatore certificato al centro della cultura digitale italiana lavorando all’insegna dell’innovazione, dedicandosi alla trasformazione del tessuto digitale nazionale per trasformare idee rivoluzionarie in tech-company di successo.

Incubatori Bologna

  • AlmaCube

Nato nel 1999, Almacube è una Srl senza scopo di lucro ed è incubatore certificato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Almacube è l’incubatore e hub innovativo dell’Università di Bologna e ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo economico del territorio e la nascita di nuove imprese.

  • Future Food

Future Food è un ecosistema che fa della Food Innovation uno strumento vitale per fronteggiare le grandi sfide del domani, parlando al mondo, ma valorizzando il territorio partendo dall’Italia. Il Future Food Institute supporta comunità e organizzazioni che facilitano la transizione verso lo sviluppo sostenibile, incoraggiando percorsi congiunti con agenzie delle Nazioni Unite, governi, ONG, think tank globali e industrie alimentari.

Incubatori Napoli

  • Campania NewSteel 

Campania NewSteel è un incubatore certificato promosso da Città della scienza e dall’Università degli studi di Napoli Federico II. Ha supportato la nascita di numerose imprese attraverso infrastrutture di ricerca e mettendo a disposizione competenze in ambito imprenditoriale.

 

incubatore certificato per startup

Come Diventare un Incubatore Certificato

Con l’art. 25, comma 5, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 il legislatore oltre a voler dare una definizione di incubatore certificato secondo la quale: “…l’incubatore di startup innovative certificato, di seguito «incubatore certificato» è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell’articolo 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative” definisce anche una serie di requisiti tramite i quali è possibile accedere allo status di incubatore certificato tramite autocertificazione del legale rappresentante e poter godere delle agevolazioni finanziarie previste, come vedremo in seguito.
Secondo il Ministero dello sviluppo economico i requisiti previsti dall’art. 25, comma 5 del D.L sono:

  • disporre di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere startup innovative, quali spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
  • disporre di attrezzature adeguate all’attività delle startup innovative, quali sistemi di accesso in banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
  • essere amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
  • avere regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a startup innovative;
  • avere adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a start-up innovative.

Tuttavia, come specificato dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico il possesso dei requisiti sopra riportati è autocertificato dall’incubatore certificato mediante dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale, effettuata al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese e confermato almeno una volta all’anno, sulla base di indicatori e relativi valori minimi che sono stabiliti dal decreto del Ministero dello sviluppo economico del 22 dicembre 2016.

Agevolazioni Per Incubatori Certificati

Riuscire ad ottenere lo status di incubatore certificato permette, come comprovato dal MISE, di godere di una serie di agevolazioni fiscali per gli incubatori di impresa in possesso dei requisiti prima citati. Per capire esattamente in cosa consistono le agevolazioni possiamo rifarci al documento rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico, secondo il quale gli incubatori startup certificati possono beneficiare di:

  • Un intervento semplificato, gratuito e diretto del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Un fondo a capitale pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. La garanzia, applicabile sia in via diretta che su operazioni effettuate tramite confidi, copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca alle startup innovative e agli incubatori certificati, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro.
  • Un esonero dai diritti camerali e imposte di bollo. Gli incubatori certificati dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. Tali agevolazioni hanno durata di cinque anni e sono comunque condizionate dalla permanenza dell’impresa all’interno della sezione speciale.
  • Una remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale. Le startup innovative e gli incubatori certificati possono remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. Il reddito derivante dall’assegnazione di tali strumenti non concorre alla formazione del reddito imponibile, né ai fini fiscali, né ai fini contributivi.

 

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