Cos’è un incubatore, che differenza c’è con un accelleratore e quali i più importanti in Italia?

Se fai startup hai di certo sentito parlare di incubatori e accelleratori per imprese e, appunto, startup. In questo articolo scopriremo cosa sono, le differenze tra un incubatore e un accelleratore e quali sono quelli sul territorio italiano.

Se sei un giovane imprenditore o hai delle idee da portare sul mercato con una tua startup, ti sarai sicuramente accorto di quanto sia complesso riuscire a portare avanti e rendere sostenibile un progetto di impresa. A tal proposito ti possono venire in aiuto i cosiddetti incubatori ed acceleratori, realtà ormai consolidate che hanno il ruolo di accompagnare le nuove attività imprenditoriali verso il loro sviluppo, attraverso l’apporto di risorse di varia natura.

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Cosa sono gli incubatori e quando hanno iniziato ad avere successo?

Le origini degli incubatori d’impresa possono essere fatte risalire verso la fine degli anni settanta, quando l’economia tradizionale spostava il suo interesse verso le nuove tecnologie.

Anche se inizialmente essi furono furono adottati come strumento di politica per contrastare i problemi relativi alla recessione di quegli anni e favorire la creazione di occupazione, il ruolo degli incubatori ha subìto notevoli trasformazioni nel corso degli anni ed è quindi difficile definire un modello univoco che comprenda tutti gli attori in gioco.

Come anticipato, le prime forme di incubatori sono nate dal bisogno degli Stati di intervenire a supporto dell’economia, favorendo lo sviluppo delle imprese in alcune aree critiche.

Tipologie di incubatori

Esistono diverse tipologie di incubatori nate nel corso dei decenni a seconda delle esigenze economiche e delle tipologie di impresa che si affacciavano sul mercato. Dagli anni 70′ ad oggi infatti il ruolo del incubatore è cambiato e diversificato. Da quelli no profit a quelli profit, da quelli statali a quelli privati. Vediamo insieme le diverse tipologie di incubazione.

Incubatori pubblici e universitari: BIC e UBI

Tra le principali tipologie pubbliche troviamo i BIC (Business Innovation Centers) e gli UBI (University Business Incubator), la cui attività di incubazione prevedeva la fornitura di servizi di base alle imprese (fornitura di spazi, infrastrutture, canali di comunicazione).

Incubatori d’impresa privati: IPI e CPI

Nel corso del tempo, i cambiamenti di mercato e la diffusione di nuove tecnologie hanno generato nuovi bisogni, portando alla nascita di incubatori privati che potessero intervenire a supporto delle nuove realtà imprenditoriali: tra queste troviamo le IPI (Independent Private  Incubators) e i CPI (Corporate Private Incubators).

La loro funzione è quella di facilitare il rapido sviluppo delle imprese offrendo sia risorse nelle prime fasi di creazione e della definizione del modello di business, sia durante tutto il loro processo di formazione ed evoluzione.

Profit VS. No Profit

Sulla base delle considerazioni appena fatte, possiamo fare una prima distinzione tra incubatori profit e no profit.

  • No profit: a questa categoria appartengono BIC e UBI, fondati da enti pubblici, a sostegno di politiche di sviluppo economico locale;
  • Profit: IPI e CBI sono costituiti da soggetti privati con l’obiettivo di realizzare un profitto.

Entrambi i tipi di incubatori hanno un elemento in comune: sostengono la nascita e lo sviluppo di imprese, ma lo fanno con finalità diverse: i primi perseguono una finalità di sviluppo del territorio, i secondi lo fanno per trarne profitto.

Spazio SPIN, si occupa di consulenza per avvio di start up e ricerca e partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei, ma anche di crowdfunding per le startup e le imprese. Se vuoi approfondire di cosa si tratta e come il crowdfunding possa aiutare lo sviluppo di un progetto di start up, sei nel posto giusto. Continua a leggere questo articolo, oppure contattaci!

persone sedute a un tavolo di incubatore per startup

Quali benefici può apportare un incubatore alla tua impresa o startup?

Nel nostro lavoro di consulenti in ambito startup ci viene spesso chiesto dai clienti quali siano i reali benefici di un percorso di incubazione. Una volta affrontate le varie tipologie di incubatore e capito meglio cos’è e quali gli scopi di questi “organismi” è bene quindi soffermarsi a capire con quali risorse intervengano attivamente a supporto delle attività. Le risorse in gioco possono essere di diversa natura, a seconda delle necessità che ogni impresa potrebbe incontrare. Possiamo fare una prima distinzione in:

  • Risorse tangibili;
  • Risorse intangibili.

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Risorse tangibili: infrastrutture, spazi, tecnologie…

Alla prima categoria sono riconducibili quei servizi che forniscono l’accesso ad infrastrutture, spazi fisici, apparecchiature tecnologiche, macchinari, ecc. Gli incubatori possono partecipare anche mediante l’apporto di capitale oppure mettendo in contatto le imprese con imprenditori che vogliono investire nel progetto, come ad esempio i Business Angel e Venture Capital.

Risorse intangibili: know how, business modelling, marketing…

Tra i servizi proposti troviamo il trasferimento di competenze di base, come ad esempio quelle riguardanti gli aspetti legali e fiscali, o servizi di consulenza di tipo manageriale (business modelling) o l’approfondimento di altri temi fondamentali come il marketing, la commercializzazione dei prodotti/servizi e attività di supporto al recruiting.

Gli incubatori possono operare anche attraverso il trasferimento di competenze specifiche alla singola idea di business, di una rete di contatti (networking) e di personale già qualificato.

L’importanza delle risorse esterne all’incubatore

Oltre alle proprie risorse interne, gli incubatori si possono avvalere anche di una serie di collaboratori esterni che consentono il trasferimento di risorse e competenze che non sono necessariamente sotto la loro stretta direzione.

Questa caratteristica permette agli incubatori di favorire le relazioni tra start-up e imprese, divenendo un centro attorno al quale gravitano una serie di soggetti molto diversi tra loro, fra cui: potenziali finanziatori, partner tecnologici, consulenti, fornitori e potenziali contatti commerciali. Insomma, un incubatore inserisce l’impresa incubata in un ecosistema virtuoso che le consentirà di crescere allacciando relazioni fondamentali per portare avanti il proprio progetto.

persona che corre a simboleggiare un percorso di accelerazione per startup

Differenza tra incubatore e accelleratore

Molti si chiedono quale sia la differenza tra incubatori e accelleratori. Partiamo con il sottolineare che – seppure questa non è una regola fissa – chi svolge attività di incubazione, solitamente sostiene anche attività di accelerazione.

Quello che differenzia principalmente queste due tipologie sono le attività svolte e i target a cui si rivolgono.

Gli incubatori indirizzano le loro risorse verso giovani imprenditori che sono all’inizio della loro progettazione d’impresa: i mentor che svolgono le attività di incubazione – imprenditori esperti – si occupano di accompagnare le idee dei giovani startupper sul mercato, aiutandoli a testare e validare il loro progetto grazie a strumenti come il Business Model Canvas, il Sales Pitch o il Minimum Viable Product (di questo ne abbiamo parlato nel blog post sul metodo lean per startup).

Gli acceleratori si rivolgono prevalentemente a realtà già solide o che comunque si trovano in uno stadio avanzato. Le sessioni, in questo caso, risultano essere più brevi ma più intense rispetto a quelle degli incubatori e l’obiettivo è quello di trasmettere competenze mirate ad uno specifico bisogno, in modo da supportare un rapido sviluppo dell’impresa o startup.

Il panorama degli incubatori in Italia

Anche l’Italia ha sentito l’esigenza di adeguarsi al mondo delle start-up innovative e sempre più giovani imprenditori vogliono lanciare sul mercato i propri progetti. Parallelamente, si stanno sviluppando numerosi incubatori in Italia, superando le 160 unità tra pubblici e privati. Il sito della Camera di commercio d’Italia pubblica periodicamente l’elenco aggiornato degli incubatori certificati.

Vediamo allora la lista degli incubatori in Italia.

Incubatori per startup in Puglia

Da pugliesi quali siamo partiamo dalla nostra bellissima regione. La Regione Puglia sta sostenendo la nascita di incubatori sul territorio pugliese per favorire lo sviluppo di imprese e startup innovative mediante il programma Estrazione di Talenti.

 

logo sprint factory incubatore per startup in puglia

Sprint Factory

È nato così, infatti, l’incubatore Sprint Factory: il programma di incubazione, coordinato da Impact Hub Bari con il supporto di 24 Partner di portata nazionale ed internazionale, che garantisce alle idee più promettenti di essere accompagnate verso il mercato.

Il programma, infatti, si propone di favorire la nascita di nuove imprese, mediante percorsi gratuiti di formazione strutturati, capaci di gestire il passaggio critico dall’idea di business alla creazione e sviluppo di un’impresa vera e propria.

Il network, di cui noi di Spazio SP.I.N. siamo parte – mediante una fitta rete di collaborazioni con esperti ed incubatori locali, nazionali ed internazionali – può fornire il giusto slancio per una qualsiasi idea di impresa nell’ambito delle comunità digitali, creative e inclusive.

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Incubatori in Italia

Una lista con tutti gli incubatori italiani sarebbe un lavoro assai dispendioso, per questo motivo di seguito elenchiamo i principali incubatori che operano sul territorio italiano e con cui collaboriamo.

D-Pixel

D-Pixel, attraverso la collaborazione con grandi aziende, organizzano e gestiscono percorsi di formazione d’impresa, rivolti anche a ragazzi delle scuole superiori, con cui sviluppare programmi di innovazione e rinnovamento tecnologico.

Make a Cube

Make a Cube è il primo incubatore e acceleratore certificato in Italia specializzato in imprese ad alto valore sociale, ambientale e culturale. Dal 2011 si occupano di innovazione sociale, offrendo servizi diversi come ad esempio consulenze dedicate sia a start-up che a grandi aziende profit e no profit.

Impact Hub Milano

Impact Hub Milano fa parte di un network globale di spazi di coworking e gestisce le attività all’interno degli incubatori, creando una fitta rete di contatti che permette l’incontro di investitori, mentor, aziende e start-up.

Attraverso programmi dedicati, Impact Hub Milano supporta le startup nelle diverse fasi di sviluppo e investimento e le aziende interessate a pratiche di open innovation interna. Inoltre, gestiscono direttamente due gruppi di business angel e sono sede di diversi altri investitori professionali.

Campania NewSteel

Campania NewSteel è un incubatore certificato promosso da Città della scienza e dall’Università degli studi di Napoli Federico II. Ha supportato la nascita di numerose imprese attraverso infrastrutture di ricerca e mettendo a disposizione competenze in ambito imprenditoriale.

Boost Heroes

Boost Heroes è una società di venture capital che focalizza le sue risorse per sostenere le start-up nelle prime fasi di sviluppo ad alto potenziale di scalabilità.

AlmaCube

Nato nel 1999, Almacube è una Srl senza scopo di lucro ed è incubatore certificato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Almacube è l’incubatore e hub innovativo dell’Università di Bologna e ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo economico del territorio e la nascita di nuove imprese.

Incubatore Universitario Fiorentino – IUF

L’Incubatore Universitario Fiorentino (IUF), attivo dalla fine del 2010, sostiene lo sviluppo delle start-up con alto tasso di innovazione e con un forte collegamento alla ricerca universitaria.

Il nostro viaggio tra gli incubatori in Italia si conclude qui. speriamo possa esserti stato utile!

 

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